giovedì 21 febbraio 2008

I giovani: energia dinamica e vitale?

Premessa doverosa: non sono ne vecchio ne giovane, sto incastonato alla perfezione nella categoria che il ministro per l'economia Padoa Schioppa ha definito "bamboccioni". E ci sto per colpa mia. Ma non solo. Ma questo è un altro discorso, che magari riprenderò ed approfondirò in un prossimo futuro, quando, magari posterò qualche sensazione provata nel corso degli anni a proposito di raccomandazioni, furbizie, e blocchi dovuti a divergenze di pensiero.
Sono belle davvero le parole espresse oggi dall' ATTUALE presidente del consiglio italiano- e PRESIDENTE DEL NUOVO PARTITO DEMOCRATICO- Romano Prodi. Egli, in un messaggio ai giovani vincitori del concorso 'Giovani idee cambiano l'Italia', premiati al Pogas, ha detto loro che "in un'Italia stanca e demotivata, oggi piu' mai il nostro Paese ha bisogno di cambiare. E per farlo e' di voi che ha bisogno'."
Affettuosi attestati di stima, da parte di un uomo che da giovanotto, su per giù alla mia età, era già ministro dell'industria, e nel tempo libero partecipava a sedute spiritiche. Erano gli anni settanta, all'incirca il 1978 se non erro, e il professore bolognese già immetteva nel Paese energia innovativa ad alta qualità. HA creduto e crede davvero nei giovani, soprattutto se suoi parenti. Come dimenticare le donazioni di qualche anno fa per aiutare la sua prole a metter su famiglia? Peccato si sia limitato ai suoi familiari; ai restanti "ragazzi" ha donato un fisco più giusto e più equo e solidale, rimettendo le tasse sulle successioni, così belle ed amabili, secondo il suo sodale di via XX settembre. Avranno gradito le nuove generazioni? Ricorderanno il 13 e 14 aprile?
Mettiamo da parte l'amara ilarità, e fermiamoci ad una seria constatazione. I giovani sono fondamentali, sono il futuro di un paese, sono i pulcini che, un giorno, prenderanno il posto dei "senatori", e giocheranno finalmente in prima squadra. Io vivo in mezzo a loro, ne conosco tanti, giovani davvero e bamboccioni come me. Il collante di queste generazioni è il profitto, per potersi permettere un'auto nuova potente e fiammante, delle vacanze da mille e una notte, donne ed uomini bellissimi( da copertina o da quiz televisivo)ed abbandonarsi così ai piaceri più sfrenati. I valori del nuovo mondo sono questi; il piacere che soppianta la felicità. Distrutta la famiglia, autodecapitata la Chiesa Cattolica, unica e vera portatrice di sani valori, dal concilio vaticano II. Che resta ai nostri giovani? Il socialismo reale? Il mercatismo evocato da Giulio Tremonti?
Caro presidente Prodi:
non si stimolano i giovani gravandoli di uno splendido carico fiscale. Incentivarli a lavorare significa dar loro la prospettiva di guadagnare, possibilmente esercitando lavori leciti. Favorire l'apertura di nuove imprese, evitando loro di pagare le tasse per diversi anni a patto che re investano i primi profitti. Se non si agisce così a nulla servono e serviranno quelle belle parole vuote. Perché non si può rilanciare un paese distribuendo sussidi a tutti. Come si è fatto e si continua a fare da più di cinquant'anni a questa parte.

3 commenti:

Lorenzo Bertolucci ha detto...

Perchè non invii qualcuno di questi tuoi editorali a "Libero"? Non sto scherzando, lo stampo è questo. Non condivido certe idee politiche, ma le analisi sono molto lucide. Voto: 8.

Anonimo ha detto...

Congratulazioni per il tuo spazio. Lo trovo "fresco" e "pulito".
Un bogia.

Anonimo ha detto...

?!?!?!?!