giovedì 28 febbraio 2008

Un vero condottiero!

Facile denunciare ciò che non va, facendo credere di non essere di parte, ma sotto sotto tirando la volata ai chi è vecchio e putrido ma dice di rappresentare la novità. Io voglio cambiare e ho scelto il mio unico condottiero ed eroe. Vai RE e conducici alla Libertà . Via da Roma.

Gratta gratta c'è la sorpresa...


Amici - i nemici facciano pure- non toccatevi i genitali. Grattarseli, men che meno! E non fatelo davanti ad un vigile, ad un poliziotto, ad un finanziere e chi non mi viene in mente in questo momento. Potreste venir obbligati a pagare 1200 euro perché questo gesto, in luogo pubblico ,ripeto,è "un atto contrario al decoro e alla decenza pubblica". E in casa propria? Ancora non si sa, siamo tutti in attesa che i "magnifici" magistrati della Corte di Cassazione ci forniscano altre perle di interpretazione della legge. Nella trepidante attesa, nel caso vostra moglie, fra le mura domestiche, vi comunichi che si recherà a fare una piccola spesa con la VOSTRA carta di credito, crediamo siate ancora autorizzati al ravanamento estemporaneo della vostra sacca scrotale. Perché si dice, che le donne siano molto brave a spendere più di quanto i loro uomini guadagnino. Sarà vero? Chissà che direbbero a Palazzo della Consulta. Visto che siamo sempre un fervido esempio di cristianità, a metterci al riparo dall'idolatria condannata da Nostro Signore Gesù Cristo ci hanno pensato i giudici di cui sopra.
Ma non è l'unica sentenza destinata a far discutere: con cadenza quasi giornaliera,notizie curiose legate a pronunciamenti particolari giungono dai magistrati di terzo grado- credo si possano definire anche così-
Recentemente hanno decretato che è ingiurioso dare del dilettante ad un professionista. Pensate a quante persone potrebbe far causa il prof. Prodi: leggetevi il suo curriculum.
Non importa ciò che voi pensiate di lui. Non conta nemmeno l'eventuale motivo probatorio dei fatti concreti proposti. Ciò che conta è tacere, per evitare guai. E non pensate che sia finita: nel caso vi imbattiate in un volantino, uno spot televisivo o radiofonico, un link internet o una pagina di giornale, o in tutte queste cose insieme,in cui potreste trovarvi un messaggio promozionale del "partito democratico" e dei suoi esponenti, non potrete nemmeno toccarvi. Io sono più fortunato di molti di voi. Sono cattolico e posso pregare. L'opposto dell'idolatria e della scaramanzia. E il buon Dio è di gran lunga più potente di ogni cassazione. Anzi, è la sua cattedra che mi fa molta paura. E se proprio non sapete come fare, e la sfiga vi terrorizza, provate col peperoncino. O fate le corna. Ma non per strada...si sa mai che un gatto nero ve la attraversi.

Ricettona: El risott a la milanesa!!!!


Da alcuni giorni mi sta sulla "punta della lingua", perché è uno dei miei piatti preferiti. E' il risotto giallo, il risotto allo zafferano, o se meglio preferite, il risotto alla "Milanese.

Voci non meglio identificate definiscono lo zafferano un ingrediente in grado di scatenare la passione. Io posso solo dire che se lo sappiamo cucinare bene, facciamo bella figura sia con le nostre papille gustative, che con quelle del partner, in attesa di momenti migliori, che questo piatto potrebbe ben propiziare.

Ecco gli ingredienti per preparare un buon risotto alla milanese:

La ricetta del risotto alla milanese
Ingredienti per 4 porzioni:
- 400 g di riso semifino vialone nano
- 1 litro di brodo di carne
- 1/2 bicchiere di vino bianco secco
- 40 g di burro
- 40 g di midollo di bue
- 60 g di grana padano stagionato 24 mesi
- 30 g di cipolla
- 0,5 g di zafferano in pistilli

Preparazione: soffriggere la cipolla in 20 g di burro insieme al midollo sminuzzato, aggiungere il riso e cuocerlo a fuoco medio-alto per 2-3 minuti, girando delicatamente ma spesso, poi aggiungere il vino bianco e farlo evaporare. Aggiungere quindi 3 mestoli di brodo bollente, mescolare dolcemente e non toccare fino alla successiva aggiunta di brodo. A metà cottura aggiungere i pistilli di zafferano sciolti in un mestolo di brodo bollente. Spegnere la fiamma quando il riso è ancora al dente e la consistenza ancora piuttosto liquida ("all'onda"), aggiungere 20 g di burro e il parmigiano e mescolare energicamente (mantecare) per 20-30 secondi, quindi far riposare il risotto per 1 minuto e solo allora servire.

Mhhhhh, buon appetito :-)

Italiani cattolici? Si, mah, forse, però....


L'italia è un paese particolare, si sa. Venne creata dal nulla, nel disinteresse generale delle masse, che però già sembravano temprate alla vita dall'antico adagio secondo cui "governi chi vuole ma lasciateci in pace". Chi la creò- non certo Dio, come erroneamente riportato nel testo dell'inno, ma forse l'angelo portatore di luce...-impose la Città Eterna come sua capitale. E Roma, centro da secoli del Cristianesimo Universale, da Papalina si ritrovò a capo di uno stato massone. I cittadini del nuovo stato, gli italiani, continuarono, in buona parte ,a dirsi cattolici. Allora come oggi, perché alla fine, magari dopo una vita di bestemmie ed abiure,di laicità ed apostasia, alla fine è meglio chiedere scusa.Domandare il perdono. Perché non si sa mai....metti che Dio esista veramente...E se esiste, si dice che perdoni tutti, basta chiederglielo in tempo, prima di esalare l'ultimo respiro.
Siamo cattolici fai da te, ma alla fine siamo cattolici, forse. Perché il cattolicesimo "fai da te" non è fonte di vita cristiana. E soprattutto non conduce alla "Vita eterna".
E non lo dico io, lo testimoniano quasi venti secoli di magistero. Fino ai maledetti anni 60, in cui la virulenza del pensiero degli inferi penetrò negli uomini della Chiesa, voltando il loro capo verso il nuovo padrone: il principe degli inferi.

"Eddai Roberto, non vorrai ricondurci all'oscurità di San Pio X? Il tempo di don Camillo è passato." Così mi ha detto giorni fa una graziosa ragazza, dall'aspetto dolce e dai lineamenti rotondini e furbi. Che di professione fa l'animatrice radiofonica. A dire il vero lei non sa tutt'ora che significato abbia il nome di San Pio X, non sa nemmeno che dietro di esso si celano venti secoli di cattolicesimo integrale, secolo più, secolo meno. Per lei la Chiesa è quella del "papa" polacco, colui che veniva adorato, e che anche lei vorrebbe "santo subito". I vecchi pontefici? No, quelli no, sono simboli, reliquie, della "Chiesa primitiva", come anni fa mi disse un mosignore ottantenne all'interno del duomo di Como. Un arzillo vegliardo in clergyman che non disprezzava i convegni sulla sessualità, per capire che cosa muovesse gli istinti umani, anche nella ricerca dell'amore verso esseri dello stesso sesso.

Vabbè, siamo cattolici, ma con un cuore grande così. Ci facciamo cremare, e lo stesso facciamo con i nostri parenti ed amici, anche se non ce lo chiedono, per poter disperdere le proprie ceneri tra le montagne amate,sul lago natìo, o nel deserto, diretto contatto con Dio. E dimentichiamo che facciamo ciò in spregio alla parola di Gesù Cristo, che ha promesso a chi sarà salvo, la resurrezione della carne. MA siamo cattolici, e ci interroghiamo sull'aborto, sulla legge 194, anche se il cattolico vero di dubbi non dovrebbe averne, mai.
La cremazione invece diventa consuetudine. Non dobbiamo dimenticare che si tratta, pur sempre, di una pratica anti cristiana, nata in spregio alla parola di Gesù e al magistero di Santa Romana Chiesa, che tanti proseliti fece a partire dalla rivoluzione francese.
Oggi i dati parlano chiaro: Nel 2006 in Italia sono state fatte 53 mila cremazioni, pari al 9,5% dei decessi. Il dato corrisponde a poco più di un quarto di quello europeo (36%), e' in crescita e secondo gli esperti, nei prossimi trent'anni potrà arrivare al 25-35%. Lo riferisce L'ansa, solitamente attendibile in materia di notizie.
Ah, dimenticavo:

Nostro Signore Gesù Cristo disse che "se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti( Mt 19,17)".

Per misurare il grado di "Cristianità" potremmo confrontarci con la legge, con i "dieci comandamenti". Eccoli:

Io sono il Signore Dio tuo:

1) Non avrai altro Dio fuori di me.

2) Non nominare il nome di Dio invano.

3) Ricordati di santificare le feste.

4) Onora il padre e la madre.

5) Non uccidere.

6) Non commettere atti impuri.

7) Non rubare.

8) Non dire falsa testimonianza.

9) Non desiderare la donna d'altri.

10) Non desiderare la roba d'altri.

Il primo passo per una buona confessione è confrontarsi con essi. Io lo faccio, e spesso mi vergogno per quanto miserabile peccatore sono.

Chissà invece, alla luce di ciò, quanti italiani sono "bravi cattolici".

Che il buon Gesù mi perdoni.

giovedì 21 febbraio 2008

Gli anziani: fonti di saggezza e di verità?

Da pochi giorni è passato il carnevale. Ai tempi esso rappresentava l'ultimo periodo di bagordi, in vista della quaresima e del tempo delle sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo, avviato verso il martirio cruento sulla croce. E' bello ma anche doveroso ricordare alle masse atee ed apostate che le loro agognate feste hanno spesso un'origine cristiana. Uno stimolo in più per farsi un esame di coscienza, ammesso che ce l'abbiano...
Quest'anno ho avuto il piacere, in un paesino Svizzero, di intrattenere un centinaio di anziani (una centena..come direbbero li e qui). Per loro il carnevale significa pranzo in comunità e tombola. Ed io sono stato l'addetto...vocale alle estrazioni. Li ho guardati, ad uno ad uno. Si divertivano, e per essi questo gioco rappresenta una tradizione. Una delle tante, che si tramandano di generazione in generazione. Sono figli della montagna, come i miei lo sono del lago. Vengono da un tempo di povertà, di lotta continua con l'ambiente, per garantirsi una sopravvivenza dignitosa. Da loro vengono ancora oggi consigli: cosa mangiare, come cucinare, come comportarsi con gli animali, come trattare con gli eventi fisici, con la montagna, col fiume, con la neve e con il bosco. Insegnamenti portati al rispetto, improntati sulla parola, che quando viene data, raramente viene poi ritirata. Le loro mani sono ruvide e ricche di pieghe, logorate da anni di duro lavoro. Da essi ho imparato lezioni memorabili. Perché l'anziano ha fatto famiglia prima di me, ha lavorato prima di me, e ha preso impegni prima di me. E li ha mantenuti.
In italia il ruolo dell'anziano è importante. Soprattutto in politica. Il senatore porta la saggezza. Lo ha dimostrato in questi ultimi mesi. Fa da chioccia a numerosi ragazzi smaniosi di sedere sugli scranni parlamentari per innovare il nostro Paese.
Purtroppo, ogni tanto, qualcuno si perde per strada, o viene sacrificato per il bene comune. E' il caso di Ciriaco De Mita, l'intellettuale della "Magna Grecia", il democristiano di sinistra, che ben ha seminato nel corso di questi ultimi decenni. Il suo esempio, assieme a quello di molti altri grandi vecchi, è via maestra per molti giovani politici. Rimpiangeremo la dipartita di così alte figure istituzionali? O dovremo temere per il nostro futuro?
Anche questo articolo è vuoto, lo devo ammettere.

I giovani: energia dinamica e vitale?

Premessa doverosa: non sono ne vecchio ne giovane, sto incastonato alla perfezione nella categoria che il ministro per l'economia Padoa Schioppa ha definito "bamboccioni". E ci sto per colpa mia. Ma non solo. Ma questo è un altro discorso, che magari riprenderò ed approfondirò in un prossimo futuro, quando, magari posterò qualche sensazione provata nel corso degli anni a proposito di raccomandazioni, furbizie, e blocchi dovuti a divergenze di pensiero.
Sono belle davvero le parole espresse oggi dall' ATTUALE presidente del consiglio italiano- e PRESIDENTE DEL NUOVO PARTITO DEMOCRATICO- Romano Prodi. Egli, in un messaggio ai giovani vincitori del concorso 'Giovani idee cambiano l'Italia', premiati al Pogas, ha detto loro che "in un'Italia stanca e demotivata, oggi piu' mai il nostro Paese ha bisogno di cambiare. E per farlo e' di voi che ha bisogno'."
Affettuosi attestati di stima, da parte di un uomo che da giovanotto, su per giù alla mia età, era già ministro dell'industria, e nel tempo libero partecipava a sedute spiritiche. Erano gli anni settanta, all'incirca il 1978 se non erro, e il professore bolognese già immetteva nel Paese energia innovativa ad alta qualità. HA creduto e crede davvero nei giovani, soprattutto se suoi parenti. Come dimenticare le donazioni di qualche anno fa per aiutare la sua prole a metter su famiglia? Peccato si sia limitato ai suoi familiari; ai restanti "ragazzi" ha donato un fisco più giusto e più equo e solidale, rimettendo le tasse sulle successioni, così belle ed amabili, secondo il suo sodale di via XX settembre. Avranno gradito le nuove generazioni? Ricorderanno il 13 e 14 aprile?
Mettiamo da parte l'amara ilarità, e fermiamoci ad una seria constatazione. I giovani sono fondamentali, sono il futuro di un paese, sono i pulcini che, un giorno, prenderanno il posto dei "senatori", e giocheranno finalmente in prima squadra. Io vivo in mezzo a loro, ne conosco tanti, giovani davvero e bamboccioni come me. Il collante di queste generazioni è il profitto, per potersi permettere un'auto nuova potente e fiammante, delle vacanze da mille e una notte, donne ed uomini bellissimi( da copertina o da quiz televisivo)ed abbandonarsi così ai piaceri più sfrenati. I valori del nuovo mondo sono questi; il piacere che soppianta la felicità. Distrutta la famiglia, autodecapitata la Chiesa Cattolica, unica e vera portatrice di sani valori, dal concilio vaticano II. Che resta ai nostri giovani? Il socialismo reale? Il mercatismo evocato da Giulio Tremonti?
Caro presidente Prodi:
non si stimolano i giovani gravandoli di uno splendido carico fiscale. Incentivarli a lavorare significa dar loro la prospettiva di guadagnare, possibilmente esercitando lavori leciti. Favorire l'apertura di nuove imprese, evitando loro di pagare le tasse per diversi anni a patto che re investano i primi profitti. Se non si agisce così a nulla servono e serviranno quelle belle parole vuote. Perché non si può rilanciare un paese distribuendo sussidi a tutti. Come si è fatto e si continua a fare da più di cinquant'anni a questa parte.

mercoledì 20 febbraio 2008

Di tutto e di più.

Mi sono svegliato tardi oggi. Ho finito alle cinque di questa mattina di lavorare, ma un pochino di riposo son riuscito a concedermelo.
Pensavo fosse stato un sogno, perché, si sa, i sogni muoiono sempre all'alba. Ed invece no, era ancora tutto vero, tutto troppo bello per essere vero. Ho letto i giornali, e mi sono reso conto che Kuyt e Gerrard non sono personaggi che albergano nel boschetto della mia fantasia. Hanno segnato davvero, e l'inter ha perso ,Ammetto che, un pochino sono dispiaciuto. L'ennesimo arbitraggio scandaloso ha penalizzato i ragazzi di Mancini. Materazzi espulso ingiustamente ( anche se, credo, un allenatore come Fabio Capello lo avrebbe appeso al muro per come si è fatto ammonire la prima volta), due rigori non concessi ai "Reds" per evidenti falli di mano di Cordoba e Vieira. Nessuna paura: per gli eroi di Moratti, il grande imbrogliato da anni di calcio truccato, l'occasione di vendicarsi arriverà a Milano. E li saggeremo di che pasta è fatta la corazzata inter.

Fra poco si vota, in italia. I partiti affilano le proprie armi, anche se questa parrebbe la prima campagna elettorale all'insegna del "fair play". Che tristezza: Berlusconi non è più un mafioso, i comunisti non sono più rossi, Visco e Padoa Schioppa sono diventati dei veri liberisti, e Romano Prodi resta il genio che ha fatto contento Almunia. Le famiglie italiane lo sono un pò meno, ma che volete che sia? Di mortadella un etto e via, sparito anche il tesoretto. Come neve al sole. E poi Giulianone Ferrara, candidato al ministero della salute. Nel caso ciò accadesse, che dirà il pachidermico barbuto a proposito dell'obesità?
E poi il papa, che invita tutti a rileggere Sant?Agostino ed il suo "De civitate Dei". Perché li c'è l'essenza del laicismo. Per sentire qualcosa di cattolico a chi dovrei rivolgermi Santità?
Vabbè, torno a meditare. Fra poco si ritorna al lavoro. C'è Veltroni da accogliere a Lugano, la città ed il cantone sono in fermento.

martedì 19 febbraio 2008

Alvaro Vitali - Pierino - lezione sui tipi di scorreggio

Esemplare e magnifico!

Ricettona: dalla Svizzera la fondue au fromage!


In queste sere d'inverno, visto che qui fa molto freddo, non c'è nulla di più romantico di una buona cena a...lume di candela..o meglio, a lume di caquelon. Mangiare una fondue significa cenare attivamente, concentrarsi su ciò che si fa, perché ogni azione è indispensabile. Evitare che il formaggio si secchi...evitare che il pane si sfili dall'apposita forchetta e cada dentro il formaggio- la tradizione vuole che lo sventurato paghi una bottiglia di vino- Insomma...tra un tozzo di pane intinto nella fondue e l'altro..si incrociano gli sguardi e....

Buon appetito!

Ecco la ricetta per cucinare una buona fondue:

Ricetta di base

Mettete nel caquelon- il grosso recipiente di ceramica che contiene e conterrà la vostra fondue- 200 g di miscela di formaggi a testa. Spolverizzatela con 1/2 cucchiaino d’amido di mais, aggiungete 1/4 di spiccio d’aglio, 1 dl di vino bianco e alcune gocce di succo di limone. Portate il tutto a lentamente ebollizione regolando accuratamente il "rechaud"- fornellino- , mescolando di continuo. A piacere, potete raffinare con 1 cucchiaio di kirsch e insaporire con pepe e noce moscata.

Pane
Calcolate 120–150 g di baguette del giorno precedente a testa. Tagliatela a cubetti, in modo che ad ogni pezzo rimanga un poco di crosta.

Quando risulta troppo liquida
Aumentate il calore. Aggiungete un po’ d’amido di mais disciolto nel vino bianco o una grossa manciata di formaggio.

Quando non fonde bene
Aumentate il calore. Aggiungete lentamente poco vino bianco. Ne basta una dose piccola.

Quando risulta slegata
Aggiungete, mescolando, dell’amido di mais disciolto nel vino bianco e alcune gocce di succo di limone. Rimestando energicamente, portate di nuovo a ebollizione.

Poco saporita
Aggiungete a piacere con sale, pepe macinato di fresco o con paprica.

L’alcol nella fondue
Dopo 20 minuti di cottura (e senza l’aggiunta di kirsch!) è ancora presente circa il 5% dell’alcol contenuto nel vino bianco. Se desiderate preparare una fondue priva d’alcol, potete sostituire il vino bianco con del sidro di mele senz’alcol oppure con della birra analcolica.

Odore di formaggio in casa
Fate bollire delicatamente circa 1 dl d’aceto in un pentolino, finché risulta quasi evaporato completamente. Spegnete la placca prima che il liquido sia evaporato del tutto. La casa saprà leggermente d’aceto ma ciò permette di togliere l’odore di formaggio.

Presentazioni

Eccomi qui, mi presento. Mi chiamo Roberto ho trentacinque anni compiuti e ho tanta voglia di discutere e pubblicare i miei pensieri.

Spero di poter conoscere persone e pareri diversi, sempre all'insegna dell'educazione.

Grazie.

A presto.

Roberto