giovedì 28 febbraio 2008

Italiani cattolici? Si, mah, forse, però....


L'italia è un paese particolare, si sa. Venne creata dal nulla, nel disinteresse generale delle masse, che però già sembravano temprate alla vita dall'antico adagio secondo cui "governi chi vuole ma lasciateci in pace". Chi la creò- non certo Dio, come erroneamente riportato nel testo dell'inno, ma forse l'angelo portatore di luce...-impose la Città Eterna come sua capitale. E Roma, centro da secoli del Cristianesimo Universale, da Papalina si ritrovò a capo di uno stato massone. I cittadini del nuovo stato, gli italiani, continuarono, in buona parte ,a dirsi cattolici. Allora come oggi, perché alla fine, magari dopo una vita di bestemmie ed abiure,di laicità ed apostasia, alla fine è meglio chiedere scusa.Domandare il perdono. Perché non si sa mai....metti che Dio esista veramente...E se esiste, si dice che perdoni tutti, basta chiederglielo in tempo, prima di esalare l'ultimo respiro.
Siamo cattolici fai da te, ma alla fine siamo cattolici, forse. Perché il cattolicesimo "fai da te" non è fonte di vita cristiana. E soprattutto non conduce alla "Vita eterna".
E non lo dico io, lo testimoniano quasi venti secoli di magistero. Fino ai maledetti anni 60, in cui la virulenza del pensiero degli inferi penetrò negli uomini della Chiesa, voltando il loro capo verso il nuovo padrone: il principe degli inferi.

"Eddai Roberto, non vorrai ricondurci all'oscurità di San Pio X? Il tempo di don Camillo è passato." Così mi ha detto giorni fa una graziosa ragazza, dall'aspetto dolce e dai lineamenti rotondini e furbi. Che di professione fa l'animatrice radiofonica. A dire il vero lei non sa tutt'ora che significato abbia il nome di San Pio X, non sa nemmeno che dietro di esso si celano venti secoli di cattolicesimo integrale, secolo più, secolo meno. Per lei la Chiesa è quella del "papa" polacco, colui che veniva adorato, e che anche lei vorrebbe "santo subito". I vecchi pontefici? No, quelli no, sono simboli, reliquie, della "Chiesa primitiva", come anni fa mi disse un mosignore ottantenne all'interno del duomo di Como. Un arzillo vegliardo in clergyman che non disprezzava i convegni sulla sessualità, per capire che cosa muovesse gli istinti umani, anche nella ricerca dell'amore verso esseri dello stesso sesso.

Vabbè, siamo cattolici, ma con un cuore grande così. Ci facciamo cremare, e lo stesso facciamo con i nostri parenti ed amici, anche se non ce lo chiedono, per poter disperdere le proprie ceneri tra le montagne amate,sul lago natìo, o nel deserto, diretto contatto con Dio. E dimentichiamo che facciamo ciò in spregio alla parola di Gesù Cristo, che ha promesso a chi sarà salvo, la resurrezione della carne. MA siamo cattolici, e ci interroghiamo sull'aborto, sulla legge 194, anche se il cattolico vero di dubbi non dovrebbe averne, mai.
La cremazione invece diventa consuetudine. Non dobbiamo dimenticare che si tratta, pur sempre, di una pratica anti cristiana, nata in spregio alla parola di Gesù e al magistero di Santa Romana Chiesa, che tanti proseliti fece a partire dalla rivoluzione francese.
Oggi i dati parlano chiaro: Nel 2006 in Italia sono state fatte 53 mila cremazioni, pari al 9,5% dei decessi. Il dato corrisponde a poco più di un quarto di quello europeo (36%), e' in crescita e secondo gli esperti, nei prossimi trent'anni potrà arrivare al 25-35%. Lo riferisce L'ansa, solitamente attendibile in materia di notizie.
Ah, dimenticavo:

Nostro Signore Gesù Cristo disse che "se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti( Mt 19,17)".

Per misurare il grado di "Cristianità" potremmo confrontarci con la legge, con i "dieci comandamenti". Eccoli:

Io sono il Signore Dio tuo:

1) Non avrai altro Dio fuori di me.

2) Non nominare il nome di Dio invano.

3) Ricordati di santificare le feste.

4) Onora il padre e la madre.

5) Non uccidere.

6) Non commettere atti impuri.

7) Non rubare.

8) Non dire falsa testimonianza.

9) Non desiderare la donna d'altri.

10) Non desiderare la roba d'altri.

Il primo passo per una buona confessione è confrontarsi con essi. Io lo faccio, e spesso mi vergogno per quanto miserabile peccatore sono.

Chissà invece, alla luce di ciò, quanti italiani sono "bravi cattolici".

Che il buon Gesù mi perdoni.

Nessun commento: