giovedì 12 marzo 2009
Inter: due o tre suggerimenti a Massimo Moratti per vincere la Champions League
Suggeriamo ad Ella, reverendissima anima petrolifera con cuore a sinistra, amico dei potenti frequentatori dei salotti dell'alta finanza e della telefonia mobile e fissa, la seguente strategia:
1) Intercettare le comunicazioni dell' attuale presidente dell' UEFA Michel Platini, già Juventino e dall'inter scartato in favore dell' austriaco Herbert Prohaska, e del presidente FIFA Sepp Blatter.
2) Carcerazione preventiva nei confronti dei sopracitati dirigenti pallonari, per accuse che formulerete in seguito.
3) Commissariamento dell'UEFA, nomina a Commissario straordinario dell'istituzione dell' obbiettivo europarlamentare tedesco Martin Schultz, soggetto imparziale, super partes, ed amico del presidente dell'A.C. Milan.
4) Revoca e trasferimento in via Durini a Milano delle ultime 6 coppe dei campioni e radiazione a vita di Chelsea, Manchester UTD, Liverpoool, Real Madrid, Barcellona, BAyern Munchen, FC Lugano, Valladolid, Valencia, Famagosta, Juventus, Milan e Roma ed altre squadre da identificare in seguito, colpevoli di danneggiamento continuato e premeditato nei confronti dell'inter.
5) Assegnazione dei sopracitati trofei, per diritto divino, all' FC. Internazionale.
6) Si procederà poi alla revoca degli ultimi illegittimi palloni d'oro, da distribuire ai maltrattati Ibrahimovic, Adriano, Balotelli, Gretzko, Vampeta, Farinos, Burdisso, Guglielminpietro, Recoba, Bergkamp, Jonk , Rambert, Zanetti, Moriero, Ronaldo, Simoni, Tardelli, Lucescu, Bagnoli, Orrico etc etc etc. Per gli ultimi 4 , riassegnazione del riesumato seminatore d'oro.
7) Festeggiamenti per l'avvenuta ripulita del mondo del calcio.
Buon lavoro, stimato e corretto presidente. E complimenti ancora per ieri sera per il grandioso spettacolo offerto all'Old Trafford. L' Italia che ama il calcio ringrazia i diavoli rossi.
lunedì 2 marzo 2009
Bene pubblico ai privati: parliamone....
Sono così state privatizzate le autostrade, i servizi di acqua e gas, sono state cedute ai privati le multe erogate dalle istituzioni, sono stati dati in gestione i parcheggi a società non pubbliche. E se il buon Dio trae il bene dal male, quaggiù ai piani bassi accade esattamente il contrario. Da ottimi teoremi si traggono conclusioni persecutorie nei confronti del cittadino. In molti comuni è stata drasticamente ridotta la quota di parcheggi liberi, aree di sosta né a tempo ,ne a pagamento. Oggi , nei centri di paese o di città, lasciare in sosta un autoveicolo è diventata un’ardua impresa, costosa per il borsellino, e snervante per il tempo impiegato alla ricerca di un posto libero. E, dulcis in fundo, nervi e portafoglio sono costantemente sottotiro dagli addetti, a volte riconoscibili e a volte no, ben nascosti per cogliere l’automobilista in fallo. Tempo di sosta scaduto, da poco, o biglietto non pagato. Un giro disperato in un ufficio, in edicola, dal salumiere, potrebbe costare molto caro. E’ giusto dare in gestione un bene pubblico ad un privato? E’ normale permettere ad un privato, i cui capisaldi esistenziali sono ricerca del profitto e minimizzazione dei costi, di amministrare un bene pubblico impossibilitato ad essere messo in concorrenza? Mi spiego meglio. Se tutti i parcheggi di una città vengono gestiti da una sola società, ogni automobilista deve obbligatoriamente sostare su quelle piazzole per fermarsi, ed altrettanto obbligatoriamente pagare un ticket, pena incorrere nelle grinfie del “vopos”, occulto e pronto ad entrare in azione. Ogni giorno marcato dal calendario. Natale, Pasqua o Ferragosto: voi siete in vacanza, l’addetto al parcheggio no. E’ li, sempre, per produrre un reddito. E’ la sua natura ad imporglielo. E qui casca l’asino. Solitamente i privati agiscono in condizione di libero mercato, e, in quella grande arena, vince il più forte, colui che riesce ad offrire beni di qualità ad un prezzo migliore. Insomma trionfa colui che riesce ad intuire le richieste del consumatore, superando la concorrenza. Ed è proprio qui che si crea l’ingiustizia. Non avendo concorrenza con cui confrontarsi, gestendo un bene pubblico, il privato viene a trovarsi in una situazione monopolistica assoluta, perché non ci sono alternative, in questo caso di parcheggio. Si è raggiunto così un obbiettivo duplice: far arricchire un privato e fare altamente arrabbiare il cittadino, al quale nulla è perdonato, nemmeno un ritardo di cinque minuti.
giovedì 26 febbraio 2009
incentivi auto: quali vantaggi per il cittadino che li paga?
Uolter adieu!
Svizzera: sulle decisioni importanti il popolo dov'è?
sabato 6 dicembre 2008
Il risott de milan, come lo cucina una vera Milanesa!
Bello navigare su Feisbuk. Ogni tanto si fanno cordiali ed impensabili incontri. Oggi mi sono imbattuto in un'energica donna milanese, Gianna Battaini, che alla mia richiesta di darmi la ricetta del vero risotto alla milanese ha così risposto:
"Uff ... la vera ricetta la faceva mia nonna, lessando il biancostato e aggiungendo il midollo dell'osso buco ... io lo preferisco con il dado, però (lo so, mi direte le parolacce ora) ma lo trovo meno unto ...
Io lo faccio così: in un pentolotto separato faccio il brodo;
Nell'alto pentolotto metto un po di burro e un filino d'olio, faccio dorare la... Visualizza altro cipolla, poi aggiungo 2 pugni di riso per ogni persona + altri 2 per la pentola ... giro il riso con il cucchiaio di legno e ci spruzzo sopra o vino rosso, o aceto di vino rosso - continuando a girare con fuoco "alegher" per l'evaporazione (questo per mantenere al dente il riso e per dare un sapore particolare) poi, sai come diciamo noi: il riso nasce nell'acqua e muore nel vino;
Attenzione a non bruciare ... poi aggiungo subito 2 mestoli di brodo caldo prendendolo dall'altro pentolo ... giro giro e assaggio per il sapore - magari aggiungo il dado di carne a tocchellini piccolissimi - vai avanti con la cottura, gira spesso sempre ... sempre in senso orario, aggiungi il brodo non appena comincia a desificare il tutto, poi dopo circa 15 minuti assaggia il riso per sentire la durezza, aggiungi lo zafferano e brodo, mescola bene, non appena non è più duro nel centro è praticamente ora di spegnere, aggiungi una bel pezzetto di burro - UN TUCHELL - gira gira, assaggia e servi, possibilmente in fondina calda (il parmigiano se lo mette chi vuole)"
Buon appetito. Alla prossima, Gianna!!!
lunedì 24 novembre 2008
"Perché Credo". Un'altra perla firmata Vittorio Messori

“Dottore venga subito , mio figlio sta male. Che gli succede signora? Credo abbia un esaurimento nervoso. Va a messa di nascosto”. Si presenta così Vittorio Messori al pubblico milanese,sabato pomeriggio, citando un aneddoto di tanto tempo fa, quando la madre lo scoprì intento a “maneggiare cose sacre”, sconosciute alla sua famiglia, per evidenziare il terreno su cui è stata edificata la sua vita di giornalista cattolico, che lo ha portato a essere citato,quale fonte di approfondimento, nientemeno che da papa Benedetto XVI nel suo ultimo libro dedicato alla vita di Nostro Signore Gesù Cristo. L'unico italiano vivente, ci tiene a dire lo scrittore emiliano trapiantato a Torino, citato dal Papa. Un appuntamento importante, quello milanese, che Vittorio Messori, scrittore, editorialista del Corriere della Sera, ma soprattutto cronista della Fede, non ha voluto mancare, per presentare ai suoi lettori “Perché credo, una vita per rendere ragione della Fede”, libro scritto a quattro mani con Andrea Tornielli, esperto di Stanze Vaticane”de il Giornale. Un altro strumento a disposizione dei cattolici per contrastare il continuo diluvio di calunnie contro il cattolicesimo. E' il trionfo dell'apologetica, senza dire a chi non crede e a chi combatte chi crede, che apologetica non è. Obbiettivo dell'insolito binomio giornalistico, manco a dirlo, il matematico Piergiorgio Odifreddi ed i suoi emuli, che sulla base di un passato da ex seminarista, quasi ordinato sacerdote, ha fatto del suo agnosticismo, una vera ragione di vita. In due ore di chiacchierata Messori ha ripercorso i temi ed i tempi della sua vita da scrittore cattolico, ripercorrendo i momenti giovanili in cui Dio non lo interessava, e ricordando quanto casuale è stata la sua caduta “nella botola della Fede”, grazie ad un libricino svenduto dalle bancarelle del mercato di Torino scritto da uno sconosciuto sacerdote Ticinese, don Giocondo Storni, che lo folgorò. Motivo che gli ha permesso di ricordare quanto la Fede sia un vero dono di Dio. E non ha mancato di ricordare che i suoi lettori sono il suo unico “datore di lavoro, perché con lo strepitoso successo di vendite del multiristampato “Ipotesi su Gesù” ha potuto raggiungere quell'autonomia finanziaria che per tantissimi giornalisti rappresenta il sommo desiderio di una vita lavorativa. E la Fede è si dono, e si manifesta con la legge del Chiaroscuro”. Un principio del Dio Cristiano, che da all'uomo abbastanza luce per credere e altrettanto scuro per non credere. Un Dio che non si impone, ma che si fa cercare, e che Messori trovò entrando dalle porte della Chiesa,spalancate dal concilio vaticano II. Mentre moltissimi sacerdoti andavano incontro alle “meraviglie”del mondo moderno, lui che quei pensieri “laici” già conosceva, abbracciava il “Depositum Fidei”, troppo presto abbandonato dal nuovo clero. Insomma, “Perché credo “ è un'altra straordinaria gemma di Vittorio Messori, apologeta per vocazione, che agisce solo e soltanto secondo l'ispirazione del Dio Cristiano. E in questi tempi di burrasca, un po' di luce su Cristo ed il suo volere certamente non manca.
VITTORIO MESSORI con ANDREA TORNIELLI
“PERCHE' CREDO
Una vita per rendere ragione della Fede”.
PIEMME EDITORE EURO 20
