lunedì 24 novembre 2008

"Perché Credo". Un'altra perla firmata Vittorio Messori


“Dottore venga subito , mio figlio sta male. Che gli succede signora? Credo abbia un esaurimento nervoso. Va a messa di nascosto”. Si presenta così Vittorio Messori al pubblico milanese,sabato pomeriggio, citando un aneddoto di tanto tempo fa, quando la madre lo scoprì intento a “maneggiare cose sacre”, sconosciute alla sua famiglia, per evidenziare il terreno su cui è stata edificata la sua vita di giornalista cattolico, che lo ha portato a essere citato,quale fonte di approfondimento, nientemeno che da papa Benedetto XVI nel suo ultimo libro dedicato alla vita di Nostro Signore Gesù Cristo. L'unico italiano vivente, ci tiene a dire lo scrittore emiliano trapiantato a Torino, citato dal Papa. Un appuntamento importante, quello milanese, che Vittorio Messori, scrittore, editorialista del Corriere della Sera, ma soprattutto cronista della Fede, non ha voluto mancare, per presentare ai suoi lettori “Perché credo, una vita per rendere ragione della Fede”, libro scritto a quattro mani con Andrea Tornielli, esperto di Stanze Vaticane”de il Giornale. Un altro strumento a disposizione dei cattolici per contrastare il continuo diluvio di calunnie contro il cattolicesimo. E' il trionfo dell'apologetica, senza dire a chi non crede e a chi combatte chi crede, che apologetica non è. Obbiettivo dell'insolito binomio giornalistico, manco a dirlo, il matematico Piergiorgio Odifreddi ed i suoi emuli, che sulla base di un passato da ex seminarista, quasi ordinato sacerdote, ha fatto del suo agnosticismo, una vera ragione di vita. In due ore di chiacchierata Messori ha ripercorso i temi ed i tempi della sua vita da scrittore cattolico, ripercorrendo i momenti giovanili in cui Dio non lo interessava, e ricordando quanto casuale è stata la sua caduta “nella botola della Fede”, grazie ad un libricino svenduto dalle bancarelle del mercato di Torino scritto da uno sconosciuto sacerdote Ticinese, don Giocondo Storni, che lo folgorò. Motivo che gli ha permesso di ricordare quanto la Fede sia un vero dono di Dio. E non ha mancato di ricordare che i suoi lettori sono il suo unico “datore di lavoro, perché con lo strepitoso successo di vendite del multiristampato “Ipotesi su Gesù” ha potuto raggiungere quell'autonomia finanziaria che per tantissimi giornalisti rappresenta il sommo desiderio di una vita lavorativa. E la Fede è si dono, e si manifesta con la legge del Chiaroscuro”. Un principio del Dio Cristiano, che da all'uomo abbastanza luce per credere e altrettanto scuro per non credere. Un Dio che non si impone, ma che si fa cercare, e che Messori trovò entrando dalle porte della Chiesa,spalancate dal concilio vaticano II. Mentre moltissimi sacerdoti andavano incontro alle “meraviglie”del mondo moderno, lui che quei pensieri “laici” già conosceva, abbracciava il “Depositum Fidei”, troppo presto abbandonato dal nuovo clero. Insomma, “Perché credo “ è un'altra straordinaria gemma di Vittorio Messori, apologeta per vocazione, che agisce solo e soltanto secondo l'ispirazione del Dio Cristiano. E in questi tempi di burrasca, un po' di luce su Cristo ed il suo volere certamente non manca.

VITTORIO MESSORI con ANDREA TORNIELLI

“PERCHE' CREDO

Una vita per rendere ragione della Fede”.

PIEMME EDITORE EURO 20

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