Un bilancio davvero felice quello di Pasqua 2008: messa Vera di San Pio V in cappella a Milano, messa di San Pio V oggi a Bellinzona dopo QUARANT'ANNI con tantissima gente, e regalo calcistico sabato sera. Cosa chiedere di più?
giovedì 27 marzo 2008
Che bella Pasqua.
lunedì 24 marzo 2008
Buona Pasqua a tutti.



E' stato Crocifisso, è morto, ed è risorto per noi! Se in questi giorni hai fatto festa, hai lavorato e sei stato pagato doppio o triplo, lo devi soltanto a Lui. Grazie Nostro Signore Gesù Cristo, grazie per aver patito per noi, per esserti fatto cartico delle nostre colpe, di essere nostra guida per l'eternità.
E perdonaci per i nostri peccati.
Roberto
sabato 8 marzo 2008
San Pio X l'aveva detto...

Il peccato: questo illustre sconosciuto. Ignoto, ai più, oggi. Ma in fin dei conti di che cosa si tratta? Dice il catechismo firmato dall’allora card. Ratzinger, che si definisce peccato “un atto, una parola, un desiderio, contrario alla legge eterna, citando Sant’Agostino. E’ un’offesa a Dio, nella disobbedienza al suo amore. Esso ferisce la natura dell’uomo e attenta alla solidarietà umana. Cristo nella sua Passione svela pienamente la gravità del peccato e lo vince con la sua misericordia.” Secondo lo stesso autore vi sono due tipi di peccato: quello veniale –leggero- e quello mortale- grave-
Vediamo di capire meglio: a)il peccato veniale si commette quando si ha “materia leggera oppure anche grave, ma non rompe l’alleanza con Dio, ma indebolisce la carità, manifesta un affetto disordinato per i beni creati, ostacola i progressi dell’anima nell’esercizio delle virtù e nella pratica del bene morale e merita pene purificatorie temporali.
b) Il peccato mortale invece si commette quando ci sono nel contempo materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso. Insomma, credo di capire che sto peccando nel momento in cui sono consapevole di ciò che sto facendo e decido di farlo. Ed è grave il fine della mia azione. Viene perdonato in via ordinaria mediante i Sacramenti del Battesimo e della Penitenza o riconciliazione. Due cose non riesco a capire: qual è la materia grave che determina il peccato? E poi: Penitenza è davvero sinonimo di riconciliazione?
Il dizionario Demauro Paravia ci dice che il verbo “riconciliare” significa rimettere d’accordo, rappacificare(es: è riuscito a r. marito e moglie, r. due persone che litigano).
Penitenza invece ha un significato diverso, ed è lo stesso dizionario a ricordarcelo. Essa è espiazione del male commesso mediante determinati atti e opere di privazione, di mortificazione e simili.:(Es:fare p.; vivere in p., rinunciare a qcs. per p. | ciascuna delle opere compiute per espiare il peccato o il male commesso: imporsi penitenze molto dure).
Non è una differenza da poco, anche a livello grammaticale. Due persone possono riconciliarsi in nome di qualcosa, ad esempio un lavoro che potrebbe portare benefici ad entrambi, o di qualcuno, ad esempio un figlio. In questo caso, ci si potrebbe accordare pur rimanendo fermi sulle proprie posizioni. Come fecero i liberisti anglo americani con i comunisti russi contro tedeschi giapponesi ed italiani durante la seconda guerra mondiale. Pentirsi invece significa soffrire per le cattive azioni commesse, scappare da esse, impegnarsi allo spasimo per non commetterle più. Perché si è raggiunta la consapevolezza di aver offeso Dio bontà infinita, e di essersi giocati il regno dei cieli nella vita che verrà, se ci si crede.
Il più grande dei catechismi, quello scritto da papa San Pio X, sembra più preciso e dice:
“Che cos'è il peccato?
Il peccato é un'offesa fatta a Dio disobbedendo alla sua legge.
136. Di quante specie è il peccato?
Il peccato è di due specie: originale e attuale.
137. Qual è il peccato originale?
Il peccato originale è il peccato che l'umanità commise in Adamo suo capo; e che da Adamo ogni uomo contrae per natural discendenza.
135. Tra 1 figli di Adamo tu preservato mai nessuno dal peccato originale?
Tra i figli di Adamo fu preservata dal peccato originale solo Maria Santissima, la quale, perché eletta Madre di Dio, fu "piena di grazia" *, e quindi senza peccato fin dal primo istante; perciò la Chiesa ne celebra l'Immacolata Concezione.
* Luc 1, 28.
139. Come si cancella il peccato originale?
Il peccato originale si cancella col santo Battesimo.
140. Qual è il peccato attuale?
Il peccato attuale è quello che si commette volontariamente da chi ha l'usa di ragione.
141. In quanti modi si commette il peccato attuale?
Il peccato attuale si commette in quattro modi, cioè in pensieri, in parole, in opere e in omissioni.
142. Di quante specie è il peccato attuale?
Il peccato attuale è di due specie: mortale e veniale.
143. Che cos'è il peccato mortale?
Il peccato mortale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa grave, fatta con piena avvertenza e deliberato consenso.
144. Perché il peccato grave si chiama mortale?
Il peccato grave si chiama mortale, perché priva l'anima della grazia divina che è la sua vita, le toglie i meriti e la capacità di farsene de' nuovi, e la rende degna di pena o morte eterna nell'inferno.
145. Se il peccato mortale rende l'uomo incapace di meritare, è dunque inutile che il peccatore faccia opere buone?
Non è inutile che il peccatore faccia opere buone anzi deve farne, sia per non divenir peggiore omettendole e cadendo in nuovi peccati, sia per disporsi con esse in qualche modo, alla conversione e al riacquisto della grazia di Dio.
146. Come si riacquista la grazia di Dio, perduta per il peccato mortale?
La grazia di Dio, perduta per il peccato mortale, si riacquista con una buona confessione sacramentale o col dolore perfetto che libera dai peccati, sebbene resti l'obbligo di confessarli.
147. Insieme con la grazia, si riacquistano anche i meriti perduti per il peccato mortale?
Insieme con la grazia, per somma misericordia di Dio, si riacquistano anche i meriti perduti per il peccato mortale.
148. Che cos'è il peccato veniale?
Il peccato veniale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa leggera, o anche in cosa di per sè grave, ma senza tutta l'avvertenza e il consenso.
149. Perché il peccato non grave si chiama veniale?
Il peccato non grave si chiama veniale, cioè perdonabile, perché non toglie la grazia, e può aversene il perdono col pentimento e con buone opere, anche senza la confessione sacramentale.
150. Il peccato veniale è dannoso all'anima?
Il peccato veniale è dannoso all'anima, perché la raffredda nell'amore di Dio, la dispone al peccato mortale, e la rende degna di pene temporanee in questa vita e nell'altra.
151. I peccati sono tutti uguali?
I peccati non sono tutti uguali; e come alcuni peccati veniali sono meno leggeri di altri, così alcuni peccati mortali sono più gravi e funesti.
152. Tra i peccati mortali, quali sono più gravi e funesti?
Tra i peccati mortali sono più gravi e funesti i peccati contro lo Spirito Santo e quelli che gridano vedetta al cospetto di Dio *.
* Formola 24, 25.
153. Perché i peccati contro lo Spirito Santo sono dei più gravi e funesti?
I peccati contro lo Spirito Santo sono dei più gravi e funesti, perché con essi l'uomo si oppone ai doni spirituali della verità e della grazia, e perciò, anche potendolo, difficilmente si converte.
154. I peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, perché sono dei più gravi e funesti?
I peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, sono dei più gravi e funesti, perché direttamente contrari al bene dell'umanità e odiosissimi, tanto che provocano, più degli altri, i castighi di Dio.
155. Che cosa particolarmente giova a tenerci lontani dal peccato?
A tenerci lontani dal peccato giova particolarmente il pensiero che Dio è da per tutto e vede il segreto dei cuori e la considerazione dei Novissimi *, ossia di quanto ci attende alla fine di questa vita e alla fine del mondo. “
Questo è il senso del peccato spiegato da papa San Pio X. Il lettore più attento non faticherà a notare differenze fra le spiegazioni in materia comune date dal cardinale e da uno dei più grandi pontefici della storia della Sposa di Cristo Santa Romana Chiesa.
Oggi, il cardinale Ratzinger, che nel frattempo è diventato papa – con tutti i benefici del dubbio- ha detto che “L'umanità 'va sempre più smarrendo il senso del peccato' e c'e' 'una certa disaffezione' dei fedeli a confessarsi”. Ha anche messo in guardia dalle 'ideologie del positivismo e del materialismo' rifuggendo l'idea di una società 'ignara del proprio passato e priva di memoria' e 'l'utopia di un paradiso sulla terra.'.
Ha detto ciò ricevendo i partecipanti al corso annuale della Penitenzieria Apostolica.
Ha inoltre asserito,ricevendo il Pontificio Consiglio per la Cultura, che “Anche la Chiesa cattolica e' 'snaturata' al suo interno dalla secolarizzazione. C'è una 'deriva verso la superficialità e l'edonismo' che non risparmia i credenti e che 'si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa'. Tutto questo, ha concluso, 'snatura dall'interno e in profondità la fede cristiana e il comportamento quotidiano dei credenti”.
Cent’anni fa e anche più, forse, questi mali venivano già inoculati come il peggiore dei virus terreni nel corpo di Santa Romana Chiesa. Lo denunciò apertamente al mondo un uomo mandato da Dio, il cardinale Giuseppe Sarto. Egli divenne poi papa col nome di Pio X. Divenne santo per la sua strenua difesa e custodia della FEDE. Denunciò gli errori di alcuni uomini di Chiesa che volevano “protestantizzare “la sposa di Cristo. Descrisse con cura e semplicità quanto stava accadendo nell’enciclica “PASCENDI DOMINICI GREGIS”. Questi mali, elencati oggi da Ratzinger, sono il frutto velenoso di un comportamento erroneo: portare la Chiesa al compromesso con l’uomo. Subordinarla alla variabilità del pensiero e dei comportamenti umani. Adeguare la Chiesa all’uomo significa adattare Dio al volere e alle necessità degli uomini. Il creatore a disposizione del creato. Per far ciò un pontefice appena eletto indisse un concilio- il vaticano II- sotterrando l’operato dell’ultimo grande Papa che ebbe l’onore di servire Cristo: papa Pacelli Pio XII. Sul cardinal Roncalli, sul cardinal Montini, su tutti i loro uomini, il peso enorme di quelle scelte, i cui effetti oggi sono sotto gli occhi di tutti i cattolici che si sentono “a disagio”. A completare il quadro delle eresie seguì il cardinale polacco, che portò nelle nostre chiese, pagani, idolatri e peccatori, per pregare insieme un Dio che non è quello che Nostro Signore Gesù Cristo. Tra quegli uomini “innovatori della dottrina e della liturgia” c’era e c’è il card. Ratzinger, cui qualcuno, dotato di buona volontà e carità, potrebbe regalare almeno un dizionario. Per scoprire finalmente la differenza fra riconciliazione e penitenza. Vi par poco?
giovedì 28 febbraio 2008
Un vero condottiero!
Facile denunciare ciò che non va, facendo credere di non essere di parte, ma sotto sotto tirando la volata ai chi è vecchio e putrido ma dice di rappresentare la novità. Io voglio cambiare e ho scelto il mio unico condottiero ed eroe. Vai RE e conducici alla Libertà . Via da Roma.
Gratta gratta c'è la sorpresa...

Amici - i nemici facciano pure- non toccatevi i genitali. Grattarseli, men che meno! E non fatelo davanti ad un vigile, ad un poliziotto, ad un finanziere e chi non mi viene in mente in questo momento. Potreste venir obbligati a pagare 1200 euro perché questo gesto, in luogo pubblico ,ripeto,è "un atto contrario al decoro e alla decenza pubblica". E in casa propria? Ancora non si sa, siamo tutti in attesa che i "magnifici" magistrati della Corte di Cassazione ci forniscano altre perle di interpretazione della legge. Nella trepidante attesa, nel caso vostra moglie, fra le mura domestiche, vi comunichi che si recherà a fare una piccola spesa con la VOSTRA carta di credito, crediamo siate ancora autorizzati al ravanamento estemporaneo della vostra sacca scrotale. Perché si dice, che le donne siano molto brave a spendere più di quanto i loro uomini guadagnino. Sarà vero? Chissà che direbbero a Palazzo della Consulta. Visto che siamo sempre un fervido esempio di cristianità, a metterci al riparo dall'idolatria condannata da Nostro Signore Gesù Cristo ci hanno pensato i giudici di cui sopra.
Ma non è l'unica sentenza destinata a far discutere: con cadenza quasi giornaliera,notizie curiose legate a pronunciamenti particolari giungono dai magistrati di terzo grado- credo si possano definire anche così-
Recentemente hanno decretato che è ingiurioso dare del dilettante ad un professionista. Pensate a quante persone potrebbe far causa il prof. Prodi: leggetevi il suo curriculum.
Non importa ciò che voi pensiate di lui. Non conta nemmeno l'eventuale motivo probatorio dei fatti concreti proposti. Ciò che conta è tacere, per evitare guai. E non pensate che sia finita: nel caso vi imbattiate in un volantino, uno spot televisivo o radiofonico, un link internet o una pagina di giornale, o in tutte queste cose insieme,in cui potreste trovarvi un messaggio promozionale del "partito democratico" e dei suoi esponenti, non potrete nemmeno toccarvi. Io sono più fortunato di molti di voi. Sono cattolico e posso pregare. L'opposto dell'idolatria e della scaramanzia. E il buon Dio è di gran lunga più potente di ogni cassazione. Anzi, è la sua cattedra che mi fa molta paura. E se proprio non sapete come fare, e la sfiga vi terrorizza, provate col peperoncino. O fate le corna. Ma non per strada...si sa mai che un gatto nero ve la attraversi.
Ricettona: El risott a la milanesa!!!!

Da alcuni giorni mi sta sulla "punta della lingua", perché è uno dei miei piatti preferiti. E' il risotto giallo, il risotto allo zafferano, o se meglio preferite, il risotto alla "Milanese.
Voci non meglio identificate definiscono lo zafferano un ingrediente in grado di scatenare la passione. Io posso solo dire che se lo sappiamo cucinare bene, facciamo bella figura sia con le nostre papille gustative, che con quelle del partner, in attesa di momenti migliori, che questo piatto potrebbe ben propiziare.
Ecco gli ingredienti per preparare un buon risotto alla milanese:
La ricetta del risotto alla milanese
Ingredienti per 4 porzioni:
- 400 g di riso semifino vialone nano
- 1 litro di brodo di carne
- 1/2 bicchiere di vino bianco secco
- 40 g di burro
- 40 g di midollo di bue
- 60 g di grana padano stagionato 24 mesi
- 30 g di cipolla
- 0,5 g di zafferano in pistilli
Preparazione: soffriggere la cipolla in 20 g di burro insieme al midollo sminuzzato, aggiungere il riso e cuocerlo a fuoco medio-alto per 2-3 minuti, girando delicatamente ma spesso, poi aggiungere il vino bianco e farlo evaporare. Aggiungere quindi 3 mestoli di brodo bollente, mescolare dolcemente e non toccare fino alla successiva aggiunta di brodo. A metà cottura aggiungere i pistilli di zafferano sciolti in un mestolo di brodo bollente. Spegnere la fiamma quando il riso è ancora al dente e la consistenza ancora piuttosto liquida ("all'onda"), aggiungere 20 g di burro e il parmigiano e mescolare energicamente (mantecare) per 20-30 secondi, quindi far riposare il risotto per 1 minuto e solo allora servire.
Mhhhhh, buon appetito :-)
Italiani cattolici? Si, mah, forse, però....

L'italia è un paese particolare, si sa. Venne creata dal nulla, nel disinteresse generale delle masse, che però già sembravano temprate alla vita dall'antico adagio secondo cui "governi chi vuole ma lasciateci in pace". Chi la creò- non certo Dio, come erroneamente riportato nel testo dell'inno, ma forse l'angelo portatore di luce...-impose la Città Eterna come sua capitale. E Roma, centro da secoli del Cristianesimo Universale, da Papalina si ritrovò a capo di uno stato massone. I cittadini del nuovo stato, gli italiani, continuarono, in buona parte ,a dirsi cattolici. Allora come oggi, perché alla fine, magari dopo una vita di bestemmie ed abiure,di laicità ed apostasia, alla fine è meglio chiedere scusa.Domandare il perdono. Perché non si sa mai....metti che Dio esista veramente...E se esiste, si dice che perdoni tutti, basta chiederglielo in tempo, prima di esalare l'ultimo respiro.
Siamo cattolici fai da te, ma alla fine siamo cattolici, forse. Perché il cattolicesimo "fai da te" non è fonte di vita cristiana. E soprattutto non conduce alla "Vita eterna".
E non lo dico io, lo testimoniano quasi venti secoli di magistero. Fino ai maledetti anni 60, in cui la virulenza del pensiero degli inferi penetrò negli uomini della Chiesa, voltando il loro capo verso il nuovo padrone: il principe degli inferi.
"Eddai Roberto, non vorrai ricondurci all'oscurità di San Pio X? Il tempo di don Camillo è passato." Così mi ha detto giorni fa una graziosa ragazza, dall'aspetto dolce e dai lineamenti rotondini e furbi. Che di professione fa l'animatrice radiofonica. A dire il vero lei non sa tutt'ora che significato abbia il nome di San Pio X, non sa nemmeno che dietro di esso si celano venti secoli di cattolicesimo integrale, secolo più, secolo meno. Per lei la Chiesa è quella del "papa" polacco, colui che veniva adorato, e che anche lei vorrebbe "santo subito". I vecchi pontefici? No, quelli no, sono simboli, reliquie, della "Chiesa primitiva", come anni fa mi disse un mosignore ottantenne all'interno del duomo di Como. Un arzillo vegliardo in clergyman che non disprezzava i convegni sulla sessualità, per capire che cosa muovesse gli istinti umani, anche nella ricerca dell'amore verso esseri dello stesso sesso.
Vabbè, siamo cattolici, ma con un cuore grande così. Ci facciamo cremare, e lo stesso facciamo con i nostri parenti ed amici, anche se non ce lo chiedono, per poter disperdere le proprie ceneri tra le montagne amate,sul lago natìo, o nel deserto, diretto contatto con Dio. E dimentichiamo che facciamo ciò in spregio alla parola di Gesù Cristo, che ha promesso a chi sarà salvo, la resurrezione della carne. MA siamo cattolici, e ci interroghiamo sull'aborto, sulla legge 194, anche se il cattolico vero di dubbi non dovrebbe averne, mai.
La cremazione invece diventa consuetudine. Non dobbiamo dimenticare che si tratta, pur sempre, di una pratica anti cristiana, nata in spregio alla parola di Gesù e al magistero di Santa Romana Chiesa, che tanti proseliti fece a partire dalla rivoluzione francese.
Oggi i dati parlano chiaro: Nel 2006 in Italia sono state fatte 53 mila cremazioni, pari al 9,5% dei decessi. Il dato corrisponde a poco più di un quarto di quello europeo (36%), e' in crescita e secondo gli esperti, nei prossimi trent'anni potrà arrivare al 25-35%. Lo riferisce L'ansa, solitamente attendibile in materia di notizie.
Ah, dimenticavo:
Nostro Signore Gesù Cristo disse che "se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti( Mt 19,17)".
Per misurare il grado di "Cristianità" potremmo confrontarci con la legge, con i "dieci comandamenti". Eccoli:
Io sono il Signore Dio tuo:
1) Non avrai altro Dio fuori di me.
2) Non nominare il nome di Dio invano.
3) Ricordati di santificare le feste.
4) Onora il padre e la madre.
5) Non uccidere.
6) Non commettere atti impuri.
7) Non rubare.
8) Non dire falsa testimonianza.
9) Non desiderare la donna d'altri.
10) Non desiderare la roba d'altri.
Il primo passo per una buona confessione è confrontarsi con essi. Io lo faccio, e spesso mi vergogno per quanto miserabile peccatore sono.
Chissà invece, alla luce di ciò, quanti italiani sono "bravi cattolici".
Che il buon Gesù mi perdoni.
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