L'incubo è finito. Fatte salve le ultime formalità burocratiche, per le quali un governo resta in carica amministrativamente fino a che il prossimo non si sarà insediato, da oggi, Romano Prodi, Tommaso Padoa Schioppa- quello che ci ha spiegato che le tasse sono bellissime e che quelli della mia età sono bamboccioni- Vincenzo Visco,Pierluigi Bersani, Clemente Mastella,Anna Finocchiaro- quanto vale lo abbiamo visto anche al suo paese- Rosy Bindi, Barbara Pollastrini, Antonio Di Pietro e grigia compagnia cantante, da oggi , saranno soltanto un triste ricordo. Ma, si sa, ognuno di noi tende a rimuovere dalla propria vita, gli eventi negativi. Menzione speciale per Bertinotti, Diliberto, Pecoraro Scanio e Boselli: per la sinistra comunista un risultato storico, nemmeno presenti in parlamento. Falce & martello, da essi agitati, ma poco usati nella vita di tutti i giorni, dopo essere stati condannati dalla storia globale, vanno in soffitta anche qui,con qualche decennio di ritardo. Questo quanto detto da tutti, nelle varie tribune politiche di rito, terminate ieri con parecchio anticipo, a testimonianza della quasi esattezza degli exit poll. Soprattutto quelli di Ipsos. Quelli di consortium un pò meno. Speriamo che non passi inosservato questo fatto. Ne abbiamo sentite di tutti i colori in questa campagna elettorale. Veltroni, esperto noto di cinema, ha spiegato, a più riprese, di rappresentare il nuovo in politica, un nuovo pagato, a cinquantadue anni, circa cinquemila duecento euro al mese, prelevati forzosamente dalle tasche del cittadino contribuente. Una pensione elargita quando l'ex vicepremier, più volte parlamentare ed attuale sindaco di Roma- il nuovo che avanza- di anni ne aveva già quarantacinque. Già, Veltroni. Sembrava provenisse da Marte, e pareva pure paventare un successo conseguito nell'opera di ammodernamento di lassù. E da lassù è venuto fin quaggiù con i suoi volti nuovi- la maggior parte degli attuali esponenti del governo uscente, quelli che ci hanno caricato di tasse -, le sue idee innovative- mille euro al mese ad ogni precario ad esempio- la sua politica avveniristica, che qui, su questo povero pianeta terra, distrutto dai fumi del petrolio, dalla forsennata ricerca del profitto non avevamo visto mai. Era la politica del "si può fare", del "ma anche". Mille euro a tutti? Lavoro per tutti? Si può fare? I cattolici in lista? Si , ma anche gli abortisti e quelli della droga libera. Gli operai? Si ma anche i padroni. La tav? Si ma anche i camion. La Juve? Si ma anche la Roma di Totti e anche L'Inter, che l'amico Moratti tanto bene mi vuole.
Una soluzione per ogni problema, una cuerta par tucc i pignatt, si dice al mio paese. Non poteva funzionare, e non ha funzionato.
Ed il centro destra ha vinto, anzi, ha stra vinto, ha stracciato i suoi avversari. Lo hanno voluto gli italiani, che col voto hanno mandato a casa quelli che in un anno e mezzo hanno aumentato la pressione fiscale di quattro punti, hanno svuotato le carceri, hanno impedito al Papa di Parlare all'università, hanno manifestato contro se stessi contro le basi americane, ci hanno regalato l'euro e l'unione europea ed altre bellezze ancora. I dati sono chiari: centosettantuno senatori al PDL con la Lega Nord, centotrenta all'ex PCI sommato alla sinistra DC. Solo e soltanto Silvio Berlusconi aveva dato numeri simili: da sempre, in campagna elettorale, al Senato, il leadser del popolo delle Libertà aveva assicurato un margine di vantaggio al Senato da parte sua di almeno venti deputati. Si è sbagliato, sono più di trenta. La realtà ha superato di gran lunga la fantasia. Era una priorità cambiare la legge elettorale, perché così avremmo avuto un paese instabile, impossibile da votare. Probabilmente a sinistra, avevano un'idea diversa sul da farsi. Davanti a questi numeri, si può solo pensare, a bocce ferme, che avrebbero voluto una legge in grado di moltiplicare per tre ogni preferenza data a loro. Un'altra menzione a Pier Ferdinando Casini e al suo UDC. Complimenti per il risultato conseguito, il partito dei valori -quali?- che non sono in vendita. Chissà se qualcuno ricorda ancora la sobria soddisfazione espressa da Pierferdy al momento della sua elezione a presidente della camera. Per cinque anni lui e Follini hanno rappresentato un ostacolo a volte invalicabile per la realizzazione del programma dell'allora casa delle libertà. Oggi, anche loro non ci sono più, o meglio, non sono più decisivi per il corso dell'azione di governo. Chissà che faranno per cinque anni fuori dalla stanza dei bottoni. E menzione speciale anche alla Lega e ad Umberto Bossi: la malattia grave lo ha reso più umano, più vicino alla gente. Le sue idee sono ancora fondamentali e fortemente innovative. Stato federale e federalismo fiscale sono carte ottime da calare sul tavolo da gioco. Idee su cui parrebbero d'accordo anche Berlusconi e Fini. Non c'è molto in più da fare nel campo costituzionale: basta ripartire da quanto fatto due legislature fa, bocciato per scelta ideologica, dall'accozzaglia di governo frantumatasi dopo un anno e mezzo di potere. Un occasione storica per Berlusconi Bossi e Fini: finire sui libri di storia per aver cambiato, in meglio questo stato sgangherato, che ancora non è Paese. E senza Casini politici. Per quelli fisici , ahimè, dovremo aspettarci sorprese non piacevoli a venire. Chi non si rassegna alla sconfitta democratica, le tenta tutte per imporsi. Buon lavoro presidente Berlusconi. Non la invidio, come credo non la invidino le persone normali. Governare gli italiani non è impossibile; è inutile. Ma a lei piacciono le imprese impossibili. E questa è la madre di tutte le difficoltà.

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