martedì 22 aprile 2008

Italia: altra maglia nera: suo il peggiore tunnel d' Europa. Ma questa volta sono triste anche io...


Quarto anno consecutivo, stesso tunnel, stesso stato, stesso risultato. L'italia, specializzata in simili vittorie, anche nella gestione delle gallerie dà il meglio di se. Lo ha scritto l'ANSA
Maglia nera quindi peggior tunnel d'Europa quello di Cernobbio, sul lago di Como, che anche nel 2008 si è distinto per la mancanza di un centro direzionale e della maggior parte dei servizi di sicurezza essenziali.
Un lavoro, un'infrastruttura, per definirla in politichese, che dimostra ampiamente i suoi venticinque anni di vita.
Il tunnel venne concepito per migliorare la viabilità sulla sponda occidentale del lago di Como. Allo stesso tempo, grazie ad esso, Cernobbio sarebbe sta alleggerita dalla grande quantità di traffico da e verso l'alto lago. I cernobbiesi all'inizio ringraziarono: le auto, finalmente non intasavano più le vie del paese. Sarebbero tornati a respirare aria pulita. I lavori ebbero inizio nel 1977, e si conclusero nel 1983. Da Como, in località Tavernola, una breve sopraelevata si fissava alla montagna sopra via Trieste a Cernobbio. A fianco della casa della famiglia Cappelletti e non solo, iniziarono i lavori che portarono alla realizzazione della "galleria di Cernobbio". In paese c'era pure un campeggio,in via Matteotti, che cedette il passo al progresso. Il tunnel avrebbe aperto una nuova era per le grandi opere. Erano i fantastici anni ottanta, soldi a palate e sorrisi per tutti. Vennero in tanti alla cerimonia di inaugurazione-vedi foto- Da Roma venne l'allora Ministro dei lavori pubblici, il socialista Franco Nicolazzi, che tagliò il nastro, affiancato dal sindaco di Cernobbio Enrico Lironi, dal suo omologo comasco Spallino, dal vigile cernobbiese Polacchini, da mio fratello e da uno dei miei migliori amici: Franco Velardita.
E in quell'anno, grazie alla avanzata tecnologia applicata, la galleria risultò premiata alla rassegna "EUROTUNNEL 83" tenutasi a Basilea. Fu un meritato primo premio, sventolato su tutti i giornali. Nel tubo, lungo 2,4 Km, trovavano luogo ben DUE piazzole di sosta per emergenze, segnaletica illuminata, pompe d'acqua ed estintori piazzati a breve distanza fra loro. Pochi mesi dopo, gli estintori, seguendo una consuetudine tipicamente italiana, erano spariti dalle loro sedi naturali. Probabilmente ornarono i garages di molte brave persone. Perché gli incidenti qui succedono sempre agli altri.Stessa sorte per la segnaletica: i cartelli vennero fracassati e le lampade interne distrutte. Ignoti, come sempre gli autori di questi civili gesti. Da allora è cambiato poco. Solo gli autoveicoli si sono differenziati. Sono migliorati tecnologicamente, e sono pure aumentati, creando notevoli difficoltà di circolazione. Ogni tanto succede qualcosa, a volte un incidente. A volte qualcuno si fa male poco. A volte, invece, ci si fa male sul serio. Ricordo di aver percorso, da bambino e assieme a molti miei amici, buona parte di quei quasi due chilometri e mezzo sotto la montagna, prima dell'apertura ufficiale. A piedi, a luci accese, ammirammo stupiti un'opera che allora ci appariva gigantesca. Poi arrivarono i Carabinieri e ci fecero uscire spaventandoci un pochino.
Mi fa male sentir parlar male di Cernobbio, e mi fa male sentir parlare così della "mia" galleria. Perché a Cernobbio sono nato e cresciuto assieme a tantissimi miei amici.

Nessun commento: