

La radio è sempre un'ottima compagnia. E' più difficile ascoltarla che "farla", ora lo posso dire e scrivere, perché tenendo compagnia alle persone, si presenta come mezzo passivo all'ascolto. Fai le frittelle, leggi il giornale, dai da mangiare al gatto; ed intanto ascolti la radio. E così facendo, qualcosa può anche sfuggirti.
Ascoltandola in auto, quest'oggi, in giro per Como, sono capitato sulle frequenze della rete uno, primo canale della radio Svizzera di lingua italiana. Il programma in onda,dal titolo "dodici dodici", si stava occupando della crisi di Alitalia. Non ho prestato molta attenzione ai contenuti, fino a quando ho sentito evocare dal conduttore il nome di un importante giornalista confederato di nome Sepp Moser, un esperto di aviazione civile, già noto per l'esame delle vicende che quasi dieci anni fa portarono al fallimento di Swissair.Disastro che qualcuno definisce possibilmente simile in divenire a quel che accadrà al vettore italiano. Alle domande sono seguite risposte degne di nota, che meritano di essere qui riportate per l'impressionante quantità di giudizi composti di parole pesanti come macigni. Ecco che cosa ha risposto l'esperto alle domande rivoltegli:
Domanda: Alitalia come Swissair anni fa?
Sepp Moser:
Sì, ci sono alcune analogie. Anche se nel crollo di Swissair hanno avuto un certo ruolo gli attentati dell'11 settembre. Però anche la situazione di Swissair era gravemente compromessa da almeno un anno: era una specie di cadavere ambulante già dall'estate del 2000. E adesso Alitalia si trova in una situazione analoga.
Domanda:
Infatti le casse del vettore italiano sono quasi vuote; 15 giorni fa la liquidità era di 170 milioni di euro….
Sepp Moser:
Ogni compagnia aerea, ogni azienda, ha dei creditori : e se questi creditori cominciano a sentirsi insicuri, temono che le loro fatture non verranno onorate, allora chiederanno di essere pagati. In quel caso i soldi in cassa possono esaurirsi molto rapidamente. Non si può dire abbiamo tot milioni, possiamo continuare ancora per tot giorni: perché è impossibile sapere quando i creditori si spazientiranno e verranno a chiedere la restituzione dei loro soldi. Da lì al crollo è veramente questione di poco tempo.
Domanda:Quanto è probabile il fallimento- grounding- di Alitalia?
Sepp Moser:
Se si applicassero dei criteri prettamente economici, Alitalia sarebbe fallita già tanto tempo fa. L'azienda é profondamente dissestata: non è in grado di reggersi sulle proprie gambe, ha una struttura inefficiente, molto personale in esubero. Il secondo hub a Malpensa non rende, perché l'equipaggio per i voli di lunga distanza deve essere trasportato da Roma. La qualità del servizio è scadente e la flotta aerea é vetusta. Dunque è da anni che la compagnia é in agonia. Se finora non è ancora crollata, è solo perché la politica la sta tenendo a galla. Per questo, è possibile che possa continuare a sopravvivere ancora per un po'. Una sola cosa è certa: non vi possono essere degli aiuti statali, poiché nei paesi dell'unione europea questo è proibito.
Domanda: sarà ancora possibile salvare Alitalia?
Sepp Moser:
Se ci atteniamo ai fatti non ha alcuna chance di essere salvata. Non penso che un'azienda possa avere interesse ad acquistarla perché Alitalia non solo non ha nessun valore ma, se si osservano i suoi bilanci, il suo valore é perfino negativo. Lo stato italiano dovrebbe ancora dare dei soldi a chi rileva la compagnia aerea. E non penso che questo accadrà.
Oggi abbiamo saputo di un potenziale interesse all' acquisto della compagnia italiana da parte di British Airways. Subito però dalla "perfida albione" la secca smentita: "Al momento non c'e' alcuna intenzione di avviare trattative o discussioni con il governo italiano e con Alitalia. Da parte nostra non esiste un focus sulla compagnia italiana". Di Aeroflot non si sa nulla, e AirFrance KLM ha recesso. Come dargli torto? Solo i sindacati e i politici di centro sinistra guardano ad Alitalia come ad un gioiello invidiatoci da tutta la galassia. D'altronde si sa: quelli vivono davvero su un altro pianeta.

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